sabato
the others +
deathdisco aftershow.
ed è stato una figata.
ero indecisa fino all'ultimo se andare o no, visto che il prendere un treno alle sei di mattina dopo una notte in bianco non sta tanto in alto nella mia classifica di gradimento [generale]. ma dopo l'ennesimo gira e volta nel letto mi sono ricordata che gli
others alla fine non sono gli ultimi arrivati, e che se fossi andata ci sarebbe stato quasi sicuramente anche
lui a fare le foto: il pensiero della possibilità di coronare uno dei sogni della mia vita, cioè stare con
lui nella photopit a fare foto, mi ha finalmente fatta dire
'sì, cazzo, vado', e via, quattro ore dopo, seduta in un solito regionale a fianco di un tizio che dopo mi ha fatta cambiare posto per ben due volte e chiedere se ho qualcosa in fronte per i creepy men che me li piglio tutti io.
ma sono cose belle lo stesso.
il tizio stirato dal treno a
romano che si ammazza e fa ritardare i treni di tuttoluniverso di almeno un'ora e un quarto un po' meno.
pazienza.
dominic e
johnny sono deliziosi.
deliziosi. il primo si era portato dietro la morosa, che è dello yorkshire e già per quello mi spaccava perché adoro il loro accento; poi appena ha visto la mia spilletta dei
black wire [quella dell'
oddio no ti prego fa che non l'abbia vista se
qualcuna si ricorda] ha interrogato subito
dominic chiedendogli di chi fosse :P
per il resto era un po' un palo nel culo, ma son sicura che a conoscerla le si toglieva dalla faccia quell'aria da
sto con uno della band e tu non sei un cazzo di nessuno.
tralasciando la morosa, appena io e
paola siamo entrate
dominic ci ha offerto da bere, ci ha detto un sacc odi cose inutili che fanno fare conversazione, poi durante l'intervista ci ha salvate dalle figure di merda e ci ha invitate all'aftershow.
johnny, oddio,
johnny sembrava un bambolotto. calmo, pacato, parlava piano, e gli si illuminavano gli occhi appena qualcuno diceva
sisters of mercy o nominava gruppi che avevano qualcosa a che fare col new wave anni 80.
sì, per natale voglio un bambolotto di
johnny others.
gli altri due non pervenuti, ma quello pelato che sembra un motociclista è il possessore di una les paul rosa glitter e questo basta; l'ultimo, il batterista, non pervenuto e basta.
le domande, abbozzate da me in treno e finite davanti a un doppio cheeseburger e un crispy mcbacon prima di arrivare al
transilvania, quasi non sono servite perché
dominic è uno che adora parlare a ruota libera: spesso e volentieri ce le ha anticipate, lasciandoci lì con sto foglietto inutile a pensare ad altre cose da dire. mi sembrava di rivivere un po' l'intervista a
queen [of noize] mairead, ma non so perché stavolta mi sentivo più intimidita, e infatti le figure di merda, almeno da parte mia, son volate.. fortuna che poi sono arrivati
deli e
macca e
andrea e un altro che hanno reso l'atmosfera molto, molto più rilassata.
il concerto, beh a parte che quando sono uscita dal backstage e
l'ho visto ero troppo felice, dicevo, il concerto, non c'era un cazzo di nessuno ma peccato, perché sono stati bravi, e le nuove canzoni spaccano. sono più rifinite di quelle del primo disco, posso quasi dire che abbiano più senso [musicalmente parlando perché i testi erano sempre abbastanza diretti]; e la voce di dominic è meno rasposa e più intonata.
le foto resteranno ovviamente nella scheda fino a nuovo ordine perché il computer è ancora fritto e non me lo vogliono aggiustare. dal display sembrano carine, poi magari vedo se le uniche tre/quattro che ho fatto in jpeg perché me lo sono dimenticato su da giovedì sono decenti.
non sono molto fiduciosa però. ho una brutta sensazione.
aftershow, o meglio, resto-della-serata perché gli
others si son visti sì e no dieci minuti, al
soir café meglio detto
death disco, dove
macca e
deli mi hanno fatta dimenticare che ero in piedi da ore e mi hanno fatto arrivare le cinque in men che non si dica, tanto che ero palesemente delusa che dovevo pure muovermi altrimenti rischiavo di perdere il treno.
momenti clou che ha fatto ridere me e
paola per mezz'ora è stato quando ad un certo punto abbiamo appoggiato le borse su un'apparente massa di giacche e cappotti che si è poi rivelata essere una ragazza [quella a cui volevo rubare gli stivaletti -postpunk- da quando l'avevo vista entrare]; e poi anche quando commentavamo che i
the view dopo una certa canzone che non mi ricordo ci sarebbero stati bene ed ecco via subito
wasted little djs.
divertita, sì. tanto.
ah sì, aprivano gli
styles, ma non li ho visti.
~
tempo fa avevo detto che non avrei parlato di formulauno/motorsport a meno che non ci fosse stato qualcosa di importante su
heikki o
jarno.
sabato allo
stade de france c'era la
race of champions, una manifestazione/spettacolo che mette di fronte i campioni [come dice il nome] di varie discipline motoristiche a due e quattro ruote. ci sono due titoli, quello individuale e quello per nazioni; per ogni nazione ci sono due piloti; i piloti si affrontano uno contro uno con macchine identiche su tracciati affiancati [diversi ma ovviamente lunghi uguali], e si eliminano a vicenda finché non rimangono in due. quello che vince al meglio di tre è champion of champions.
per la nations cup, stesso criterio ma si va sempre al meglio di tre, e i piloti essendo due si alternano [l'eventuale bella insomma si corre fra quelli della prima gara].
dunque: per quest'anno champion of champions è
mattias ekstrom, fresco campione DTM.
la
nations cup l'ha vinta la
finlandia, che dal 2004 ha la stessa squadra formata da
marcus gronholm [bicampione rally] e ovviamente
heikki kovalainen [che ha vinto la race of champions individuale nel 2004] - dico ovviamente altrimenti non starei qui a perdere tempo - e insomma dai e dai e alla fine ce l'hanno fatta.
heikki nell'individuale ha perso in semifinale con
ekstrom per la bellezza di DUE MILLESIMI, e nella nations cup, dopo
non aver provato il tracciato venerdì [la nations cup si correva prima dell'uno contro uno], ha infilato un 6-0 con tutti altri e in pratica mandato avanti la baracca da solo, visto che
marcus non ha vinto una gara che fosse una. Infatti lui alla fine ha dichiarato
"è il team-heikki, non il team-finland che ha vinto, è la prima volta che ho preso una coppa senza aver vinto niente!"
insomma, se
heikki il prossimo anno fa anche solo metà di quello che mostra di esser capace di fare, son dolori per
giancarlo.
e mi sa anche per gli altri.
chissà perché questa prospettiva mi rende tanto felice?
:D
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